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La casa di gastone
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Centro di accoglienza per persone senza dimora
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Origine del servizio

La Casa di Gastone è nata il 15 gennaio del 2002, dalla collaborazione dell'Opera don Guanella con l'Associazione di volontariato "Amici di Gastone". Gli "Amici di Gastone" operano con i senza dimora, già dal 1986, sui binari della Stazione Centrale di Milano, della stazione Garibaldi, sugli squallidi marciapiedi della grande città o nei mezzanini della metropolitana. Essi portano un termos di te o cioccolata calda con lo scopo di instaurare con i senza tetto relazioni umane di amicizia e di solidarietà. Proprio a partire da questa umanità succede che alcuni di questi uomini o donne che vivono sulla strada, ad un certo punto, decidono di rimettersi in gioco e di inventarsi una vita più dignitosa. Di qui nasce il bisogno urgente di una casa di accoglienza dove poter raggiungere, attraverso un progetto individualizzato di reinserimento, una propria autonomia. Il contatto con l?Opera don Guanella, che opera da più di cent'anni, a Milano, nell'ambito delle vecchie e nuove povertà, ha dato la possibilità all'Associazione "Amici di Gastone" di realizzare il sogno: "La Casa di Gastone"

Tipologia delle persone accolte

La Casa di Gastone accoglie persone emarginate senza dimora, disponibili ad un percorso su progetto personalizzato. Non prevede specifici interventi su tossicodipendenti o psicotici gravi, salvo il contatto con le strutture pertinenti. Il Centro riserva inoltre due posti letto per accogliere quei senza dimora che si trovino in uno stato di indigenza imprevista. Questi ospiti lasceranno la casa nel momento in cui l'indigenza non avrà più il carattere dell'urgenza e della gravità.

La Comunità educativa:

A. Ruolo

-Ha la responsabilità dell'azione educativa

B. Funzioni

-Rileva le potenzialità e le risorse attuali dell'ospite in vista del progetto individuale

-Elabora il progetto educativo individuale e stabilisce gli interventi e le attività specifiche

-espleta funzioni di osservazione, accompagnamento e verifica

C. Verifica

-Ogni 15 giorni si ritrova per condividere, verificare e programmare, decidendo gli interventi educativi.

D. Organizzazione e modalità di intervento

-La comunità educativa lavora attorno ad un medesimo progetto di recupero e reinserimento della persona nell'ambito sociale, abitativo e lavorativo.

-Si muove, credendo alla modificabilità dell'essere umano e ispirandosi al valore fondamentale che sta alla base di ogni azione educativa autentica: ovvero la grande dignità della persona umana. Da ciò ne consegue che:

-Il progetto educativo individuale è attento alla crescita integrale della persona.

-Il progetto educativo individuale non è imposto,ma viene offerto come una possibilità di realizzazione a partire dalle reali possibilità e capacità personali

-Nessuno è lasciato in disparte, ma ognuno è accolto nella verità e nella sincerità

- Il criterio della gradualità impegna la comunità educativa a rispettare le varie fasi del processo di maturazione e a commisurare gli interventi in proporzione ai ritmi e alle forze di ciascuno.

- Il criterio della continuità impegna la stessa a portare avanti il progetto giorno dopo giorno, senza tempi vuoti e sbalzi.

-La comunità educativa collabora con il territorio in cui è inserita.

Procedure di ammissione e prassi d'accoglienza

.Prima dell'ammissione il candidato dovrà eseguire: -una serie di colloqui -L'esame medico dell'intradermoreazione alla tubercolina ed eventuale schermografia -altri facoltativi, a giudizio del responsabile -analisi e valutazione della situazione psico-sociale e penale. -Certificato di iscrizione all'ufficio di collocamento e relativa dichiarazione di disoccupazione. -Certificato di residenza

Rapporto educatori-ospiti-famiglia di origine

-La relazione educativa con gli ospiti è caratterizzata da una atmosfera di cordiale familiarità, che rende attraente lo stare insieme e fa sentire le persone a loro agio. -La disciplina è subordinata alle necessità del servizio, alla tutela del bene comune e allo sviluppo del progetto personale e comunitario. -La relazione educativa si fonda su un rapporto interpersonale fraterno, in cui l'altro è considerato come una persona dotata di una propria dignità e originalità, anche e specialmente là dove questo non è immediatamente percepibile. Si esige, quindi, che il personale educativo possegga una spiccata capacità di lasciarsi commuovere dal grido di aiuto dell'uomo che si trova nel bisogno. -Nella maggior parte dei casi, le difficoltà che precedono l'esclusione della persona, si riferiscono anzitutto all'ambito familiare: una vita segnata da profonde carenze affettive, da relazioni rotte, dalla separazione, dalla perdita di relazioni con i figli ecc. Coscienti di questi fallimenti relazionali, anzitutto nell?ambito familiare, il personale educativo ha come obiettivo anche il recupero della relazione parentale o almeno il contatto con la famiglia di origine, per una ricostruzione dei motivi che hanno condotto la persona alla rottura di ogni relazione e rapporto con la stessa. Vi è in tutti la convinzione che la famiglia di origine può svolgere un vero e proprio sistema di supporto e di rafforzamento nella realizzazione del progetto individuale.

Durata del progetto educativo

Non esistendo un progetto identico per tutti, ma percorsi individuali a seconda delle aspirazioni, attitudini, forza e capacità di ciascuno, il progetto educativo può durare da pochi mesi ad un massimo di 2-3 anni.


Il Responsabile del progetto
Don Leonello Bigelli (cell. 333-5233523)
Sacerdote guanelliano




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